TIA settembre 2013
Li sentivo passeggiare su un sentiero di notte alcuni si fermavano ad osservarmi mi fermai pure io troppo bello mi dissi, portavano tanti quaderni quei pensieri notturni pieni di altri pensieri. Scendo giù dal letto mi dissi mi catapulto subito a leggerli e scriverli per non dimenticarli; su uno in particolare cadde l’occhio diceva; “bisogna vivere i propri sogni non come immagini oniriche irrealizzabili” era esattamente il contrario di quello che avevo sempre fatto, sempre trattati come attentati alla ragione. Torno nel letto della bottega, è mattino e sto ancora a meditare parlo con gli amici, ora è chiara la nostra scelta, porteremo poco ossigeno alla razionalità. La ragione sarà asfittica, ma tanta emoglobina al surreale.
La bottega è aperta ai nuovi surrealisti.